Gli effetti dello scandalo Cambridge Analytica non accennano ad attenuarsi e raggiungono anche l'Italia. L'AGCOM si unisce alle istituzioni statunitensi e inglesi che si sono già mosse per effettuare indagini volte a comprendere gli esatti contorni del caso. La società è sospettata di aver ottenuto impropriamente i dati di 50 milioni di utenti Facebook, nell'ambito di una vicenda che coinvolge gli stessi gestori del social network per non aver vigilato adeguatamente sul trasferimento di tali dati.
Come emerso in precedenza l'ipotesi è che i dati siano stati impiegati per profilare gli utenti e scegliere in maniera più mirata i destinatari della propaganda elettorale di Trump e di quella a favore della Brexit. Il dubbio avanzato dall'AGCOM è che tecniche analoghe siano state utilizzate anche per condizionare gli esiti delle elezioni politiche italiane Pertanto, il Garante ha formalizzato nelle scorse ore una richiesta di informazioni a Facebook.
Scopo della richiesta è stabilire in che modo vengono impiegati data analytics per finalità di comunicazione politica da parte di soggetti terzi. L'attività di raccolta di dati degli utenti avviene tramite app - nel caso della vicenda Cambridge Analytica si tratta di thisisyourdigitallife - ed a tal proposito l'AGCOM sottolinea:
Queste app permettono la raccolta di dati degli utenti tali da consentire la realizzazione di campagne mirate di comunicazione pubblicitaria a carattere politico-elettorale, in grado cioè di raggiungere audience profilate in base alle caratteristiche psico-sociali e di orientamento politico
Secondo una prima valutazione del Garante, tali tecniche di profilazione e comunicazione elettorale selettiva potrebbero essere state utilizzate anche su commissione di (non meglio precisati) soggetti politici operanti in Italia nel corso delle elezioni elettorali del 2012.
Anche l'AGCOM persegue quindi gli stessi scopi della ICO (Information Commissioner's Officer), l'autorità indipendente britannica che sta indagando su Cambridge Analytica: l'obiettivo è mettere in evidenza i rapporti tra partiti politici, società di analisi dei dati e piattaforme online.
Facebook è già entrata nel mirino dell'AGCOM, proprio per quanto riguarda l'uso del network effettuato per veicolare messaggi durante le tornate elettorali italiane. Si tratta, infatti, della seconda richiesta in tal senso, dopo quella volta ad acquisire dati suservizi e strumenti messi a disposizione da Facebook, sia per gli utenti sia per i soggetti politici, durante la campagna elettorale italiana per le scorse elezioni politiche 2018
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